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Lavoro

Unità è la parola d'ordine

Consiglio comunale straordinario, partecipazione e condivisione d'intenti tra lavoratori e autorità

 Unità è la parola d'ordine

Unità. E’ questa la parola d’ordine emersa ieri nel consiglio comunale straordinario e pubblico indetto dal Sindaco di flumeri Giacobbe, al quale hanno partecipato 29 sindaci di altrettanti comuni della valle dell’Ufita, le rappresentanti sindacali e i maggiori esponenti politici locali. Rosetta D’amelio, Ettore Zecchino, Franco Di Cecilia, Linda Matrominico, Enzo De Luca, Marco Pugliese, Pietro Foglia, Vincenzo Sirignano e il Presidente Cosimo Sibilia, tutti seduti al tavolo della ‘Crisi Irisbus’e pronti, spogliati da ogni appartenenza politica, a stilare , in accordo anche con i lavoratori, il documento da inviare a Roma per scongiurare la chiusura dello stabilimento di Valle Ufita. Sala convegni colma di divise da lavoro indossate da operai che non perdono occasione per dire la loro, interagendo con le istituzioni facendo sentire, come faranno nei prossimi giorni anche attraverso il presidio permanente davanti all’azienda, le loro ragioni. L’atto estremo di consegnare le fasce e far sentire la presenza accanto ai lavoratori è quello che si chiede ai primi cittadini e alle autorità politiche.

Gli interventi:

ENZO DE LUCA
“Abbiamo bisogno di istituire un tavolo di confronto con la Fiat, coinvolgendo tutte le istituzioni, i comuni, la provincia e la regione. La  crisi non riguarda solo la Fiat ma tutti il territorio. La politica ha il dovere di parlare con chiarezza ai proprio cittadini, dobbiamo parlare della crisi perché esiste e solo guardando in faccia il problema riusciremo ad affrontarlo. Dobbiamo approfondire la questione dei fondi Fas e vedere come possiamo rimodularli per il mezzogiorno. “

IANNICIELLO (EX DIRIGENTE IVECO)
“Se la casa brucia tutti devono portare il secchio d’acqua per spegnere l’incendio, uso questa metafora per invitarvi all’unità. Devo fare però un appunto alla politica, la chiusura di uno stabilimento come la Fiat non può avvenire dalla sera alla mattina. Una cosa è certa, chi comprerà l’irisbus, se succederà, non potrà prendere anche i 105 ettari sul quale l’azienda sorge, quella è la nostra terra e noi la difenderemo con le unghie e con i denti.”

ROCCO MORIELLO (RAPPRESENTANTE OPERAI)
“Sono d’accordo con chi dice che c’è stato un ritardo della politica e dei sindacati. Questa azienda ha messo in mobilità 230 lavoratori, questi ultimi subivano mentre la dirigenza non ci ha riservato la minima forma di rispetto, anzi, ci ha girato le spalle ed è andata via. E’ inconcepibile però, che bisogna arrivare alla chiusura dello stabilimento per vedere i sindaci mobilitati al nostro fianco. Rivolgo agli amministratori un appello: datevi da fare altrimenti fra un po’ governerete paesi vuoti e l’unico datore di lavoro che i giovani avranno sarà la camorra. “

LAMANNA (LEGAMBIENTE)
“Mi chiedo, se il senatore De Luca, come ha detto, sapeva già da un anno e mezzo dei problemi della Fiat, perché non ha fatto nulla per tutelare lo stabilimento di Valle Ufita? Chi ci rimetterà in tutta questa storia sono i lavoratori perché i politici rimarranno al loro posto, il nostro è un territorio già violentato dalle discariche, dalle pale eoliche, non  facciamoci togliere anche il buono che c’è. Non chiediamo sovvenzioni, chiediamo lavoro.”

ROSETTA D’AMELIO
“Questa è l’ultima goccia, dopo la sanità, dopo i rifiuti è la volta del lavoro. La fiat non può fare ciò che sta facendo, è stata aiutata dal governo e lo stabilimento di valle ufita è l’unico produttore di pullman in Italia. Credo che quella che si sta compiendo sia una azione di sciacallaggio inaudita. Ho già chiesto in regione una interrogazione che spero diventi una vertenza a livello nazionale. A rappresentare l’Irpinia in regione siamo in pochi, ci schiacciano, per tale ragione alla testa della protesta ci devono essere i  maggiori nomi della politica, anche per rivedere il piano per lo sviluppo. Lotteremo con  il nostro carattere forte per evitare la desertificazione di una provincia, sull’esempio di Fincantieri, lo dobbiamo fare con fermezza e restando uniti.”

PIETRO FOGLIA
“Stiamo parlando di 1000 persone che rischiano di rimanere senza lavoro e di un indotto che raddoppia questa cifra. Non esiste una facile soluzione per il problema, perciò chiedo a Sibilia, in qualità di Senatore di stigmatizzare il comportamento criminale della Fiat, una volta del lingotto si diceva che ‘capitalizza gli utili e socializza le perdite’ ebbene ora lo sta facendo sulla testa dei lavoratori. La questione più grave è pensare che la Fiat di fatto non sta licenziando i suoi dipendenti, probabilmente per  i suoi legami con il governo, ho modo di pensare che lascerà l’infame compito ai successori, a chi cioè farà da becchino per raccogliere i cadaveri della crisi. Non credo sia plausibile che un’azienda metta in cassintegrazione i suoi dipendenti un mese prima e il mese dopo decida di chiudere, credo che questo riveli in disegno più complesso. Al prossimo tavolo propongo di far sedere, non solo le rappresentanze sindacali ma soprattutto i dirigenti della Fiat che sono gli unici che possono dare delle risposte, infine il Ministro Romani deve dirci che ruolo vuole assumere la Fiat.”

ETTORE ZECCHINO

“Vorrei cominciare dicendo che sono felice di vedere tanta partecipazione a questa assemblea, credo che ci sia molta democrazia in questo. Non siamo qui per fare passerella perché ahimè la passerella è riservata alle inaugurazioni e qui, ci auguriamo che non sia così, ma parliamo di chiusura. Non credo che il destino della irisbus sia già segnato, credo invece che la politica debba indicare la strada. Ho interrogato negli scorsi giorni Pasquale Viespoli, con il supporto di De Luca e Pugliese coinvolgeremo nella questione anche il governo centrale. Insieme all’On. D’Amelio abbiamo fatto richiesta di una interrogazione perché credo fermamente che quello che sta succedendo sia uno scandalo. La Fiat su questo territorio è stata assistita ed ha anche trovato una classe di operai di primo livello che non si sono mai distratti in scioperi e che non hanno sperimentato l’assenteismo. Chiudo dicendo che se è vero che non possiamo vivere assistiti è altrettanto vero che non possiamo morire assistendo a quello che stanno facendoci.”

IANNICIELLO (sindaco di Grottaminarda)
“E’ già stato detto che la questione irisbus  non riguarda solo l’azienda ma anche e soprattutto l’indotto, aggiungo quindi che quello che sta succedendo a Valle ufita è solo la punta dell’Iceberg. A questo punto avanzo una proposta, chiedo che sia portata avanti con forza la strategia della lotta, potremmo arrivare a portare le nostre fasce di sindaci al Prefetto in una azione forte e dimostrativa. Puntualizzo che il Prefetto è il nostro responsabile del governo sul territorio ed è con lui che in primis dobbiamo confrontarci. In secondo luogo voglio chiedere: ma se non si ottiene il finanziamento per  il piano trasporti, con particolare riferimento ai trasporti su gomma come faremo a far cambiare idea al governo?”

VINCENZO SIRIGNANO
“Mi unisco a quanti hanno detto che in questa situazione bisogna essere uniti, aggiungo che vedo negli occhi degli operai la stessa forza di quando, 30 anni fa questo stabilimento è stato inaugurato. Sono certo che la vertenza Irisbus non è di natura locale ma coinvolge l’intera nazione e la totalità del territorio.”

LUIGI FAMIGLIETTI( FRIGENTO)
“La vertenza irisbus sarà a quanto pare la prima questione che affronterà la neonata Unione dei Comuni, sarà un banco di prova complesso.  Siamo arrivati a tanto per capire che avevamo un piano per lo sviluppo che non funzionava , ora serve che i fondi comunitari, destinati all’aggiustamento del patto di stabilità vengano destinati alle zone interne. Ricordo, di una certa commessa ‘Volturno’ della quale si parlava ai tempi di Bassolino, mi chiedo dove sia finita quella richiesta”

COSIMO SIBILIA
“La prima cosa che viene da chiedere guardando questo tavolo è perché manchi Confindustria, non sappiamo assolutamente cosa pensano gli indistriali. E’ vero che deve esserci unione politica, è altrettanto vero che l’irpinia è dilaniata dalle emergenze, per tale ragione ho già chiesto un incontro al Prefetto affinchè conceda la disponibilità per un incontro con una delegazione e sarà solo il primo di tanti. Si è discusso tanto di fondi Fas, ebbene nei prossimo giorni chiederemo di parlare con i ministri dei Trasporti, dell’ambiente e dello sviluppo economico, oltre che non il presidente della conferenza Stato regioni. Voglio precisare che in questa sede mi sono spogliato della mia appartenenza politica per essere al vostro fianco contro i continui saccheggi che questo territorio sta subendo. Dopo l’incontro con il Prefetto porteremo a Roma i risultati, la vertenza dovrà assumere rilevanza nazionale.”



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