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A lezione di lessico politico dal Prof. Gianfranco Pasquino

 A lezione di lessico politico dal Prof. Gianfranco Pasquino

Gianfranco Pasquino, Prof. di Scienze Politiche dell’Università di Bologna e noto politologo, ha presentato presso la sala Consiliare di Lioni, il suo ultimo lavoro “Le parole della Politica”. L’evento, organizzato dal Presidio del Libro dell’Alta Irpinia, ha riscosso un notevole successo soprattutto tra gli addetti ai lavori, tra chi, cioè, ritiene necessario comprendere con esattezza il significato di alcuni termini entrati a far parte prepotentemente del dibattito politico quotidiano. L’autore, affiancato dal capo redattore del Mattino di Avellino Generoso Picone, ha risposto alle domande di una platea interessata soffermandosi su alcune parole strettamente legate all’attualità politica. Nel disquisire di “Antipolitica”, passando per “Populismo”, fino a “Tangentopoli“e “Ulivo”, il Professore ha spiegato come e perché la sua “analisi lessicale” sia figlia di personalissimi umori e malumori, abbia subito cioè l’influenza di una visione classico-romantica piuttosto lontana dall’attuale concezione della cosa pubblica. Non manca di humor quando si tratta di criticare alcune scelte della Lega Nord accusata di credere che ”federalismo” possa sostituire il termine “scissione” . Si fa un piccolo salto indietro nel tempo, scomodando Cattaneo, per affrontare proprio il tema del “Federalismo”. Pasquino ha spiegato perché le teorie del noto politico ottocentesco non possano essere la base fondante di un nuovo federalismo. La visione di Cattaneo,  ha chiarito, escludeva totalmente il Sud Italia essendo un modello ideato principalmente per il Lombardo-Veneto. Si potrebbe prendere spunto però, come Pasquino consiglia, dalle idee innovative di Mazzini, oppure, tornando ad oggi, si potrebbe far riferimento al modello USA, che risponde pienamente ai criteri reali di uno stato federalista: sono gli Stati che chiedono potere al governo centrare e non il governo centrale che concede arbitrariamente potere agli stati, come vorrebbe la Lega. La “crisi dei partiti” diventa tema centrale per spiegare la cosiddetta “transizione italiana”. Come ha chiarito l’autore, nel panorama italiano tutto è mutevole, la nostra nazione diviene un esempio negativo proprio per l’inesistenza dei partiti indicati, invece, come il centro intorno al quale si costruisce la democrazia. Si cita l’attualità nel discorrere di “Antipolitica” figlia, come l’autore stesso ha confessato “della scarsa cultura politica Italiana che ha permesso l’elezione di un imprenditore a capo del governo” .  Inevitabile dunque il riferimento alla crisi di governo, al conflitto d’interessi, alla crisi della sinistra a Fini e Bersani. Pasquino ha usato i due leader per descrivere le differenze tra sinistra e destra smentendo il parere comune in base al quale le differenze tra i due schieramenti non siano più così nette. Il noto opinionista ha ammesso alla fine del dibattito di aver tralasciato volontariamente nella sua analisi lessicale termini come “Politica” o “Democrazia” perché, come lui stesso spiega: ” le parole fondanti della politica non possono prestarsi ad umori e malumori personali”, mentre a chi gli chiede un parere sulla condizione politica attuale ha risposto :“L’impegno politico deve essere figlio dell’onestà, non può esporsi alla corruzione e non può macchiarsi di imbarazzo, la storia recente è piena di esempi di leader allontanati dalle poltrone perché definiti ”imbarazzanti” dall’opinione pubblica dalla sig.ra Thatcher a Tony Blair.”

Gianfranco Pasquino, in un periodo in cui la politica è sempre più materia per addetti ai lavori, ha regalato alla platea di Lioni una lezione di politica elegante, intensa , comprensibile e condita d’ironia.コピー時計 スーパーコピー時計 時計コピー スーパーコピー時計人気 コピー時計人気 模造品時計 レプリカ時計 コピー時計 コピー時計人気 スーパーコピー時計人気 スーパーコピー時計 時計コピー 時計コピー スーパーコピー時計 人気 コピー時計 人気 時計コピー 時計コピー 人気

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