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Cantone ad Avellino, tra lezioni di giustizia e lotta alla corruzione

Cantone ad Avellino, tra lezioni di giustizia e lotta alla corruzione

Lotta alla corruzione e alla cattiva gestione della cosa pubblica: sono state le tematiche principali affrontate presso l’auditorium della BPER Banca nel convegno “Corruzione: io la riconosco e la combatto”che si innesta nell’ambito di un progetto più ampio fortemente voluto ed organizzato dai Giovani Imprenditori di Avellino, in collaborazione con l’Istituto Tecnico “Guido Dorso” e con l’Associazione Libera, d’intesa con il Ministero dell’Istruzione.
Un argomento delicato e che sempre più spesso è al centro di convegni e dibattiti alla presenza di personalità ed autorità importanti. Questa volta ospite d’onore è stato Raffaele Cantone Presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione.
Presenti al tavolo il Presidente di Confindustria Avellino, Sabino Basso, e quello del Gruppo Giovani dell’associazione industriali, Massimo Iapicca, il dirigente del “Dorso”, Severino Loiaco, la direttrice della Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del Miur, Giovanna Boda e il responsabile della campagna anticorruzione di Libera, “Riparte il Futuro”, nonché membro della segreteria nazionale dell’associazione antimafia, Leonardo Ferrante.
L’incontro è stato moderato da Generoso Picone  direttore della redazione de “Il Mattino” di Avellino.
E' emerso che le storture provocate dalla corruzione nel mondo politico, economico, burocratico e così via possono essere combattute e limitate soltanto con una buona educazione al giusto, un’educazione che deve partire prima di tutto dalle scuole che sono il luogo in cui i bambini e poi i ragazzi hanno un primo contatto con la società che li circonda e nella quale possono sperimentare episodi di corruzione o illegalità.
Un tema particolarmente sentito dal Presidente Cantone che ha dichiarato: “E' importante far capire ai ragazzi che il tema del contrasto alla corruzione non è materia che riguarda solo adulti, imprenditori o politici, ma è questione che impatta con il loro futuro. E' evidente che un sistema fatto di corruzione finisce per danneggiare soprattutto i più giovani”.
La corruzione dilagante, purtroppo, porta gli stessi giovani ad essere sfiduciati nei confronti di politici, imprenditori, uomini di Chiesa e uomini di informazione come i giornalisti, così come emerso dall’indagine coordinata dal prof. Vannucci docente di scienza politica presso l’Università degli Studi di Pisa “Tell on it! Corruzione: io la riconosco, io la combatto” ed ha spiegato anche il perché: “La corruzione ha come più forte conseguenza quella di spezzare i legami di fiducia, corrodere i legami sui quali dovrebbe fondarsi il patto sociale che regge le comunità”.
Corresponsabilità è la parola chiave per Cantone. Essa è: “la parola che più di tutte deve avere priorità quando si tratta di lotta alla corruzione: più ancora della parola legalità che, come ricorda sempre don Luigi Ciotti, è una parola estremamente abusata”, ha spiegato il magistrato.
Per poter portare avanti una sorta di purificazione della pubblica amministrazione, però, si ha bisogno di tempo, ma soprattutto di impegno serio e costante. “Non basta lagnarsi, non è sufficiente la lamentazione continua. Guardiamo piuttosto al nostro agire: quanto questo è improntato a principi di legalità? Quanto noi praticamente prendiamo le distanze dalla corruzione e quanto facciamo per contribuire a che questa si estingua?”.
 “La scuola deve fare il proprio lavoro nel senso di incanalare il disincanto che, come appare anche in questo studio, accompagna i ragazzi e trasformarla in energia positiva, costruttiva. Ognuno di noi è chiamato a fare qualcosa di concreto per gettare luce su quelle zone d’ombra di cui la corruzione si alimenta, nella consapevolezza che, al di là del ristoro immediato, essa è un danno clamoroso sul futuro”, ha continuato Cantone.
Interrogativi che hanno lasciato nei presenti il seme del dubbio e della riflessione sulla società che ci circonda. Prima di andare via Cantone ha voluto dare un ultimo consiglio soprattutto ai ragazzi: “Non bastano le manette per combattere la corruzione. Anche il sistema burocratico va rinnovato. Una maggiore qualità della dirigenza pubblica, con garanzia assoluta di trasparenza nelle attività della pubblica amministrazione, resta la base dell'attività anticorruzione".

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