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Goleto - La Festa dei Folli e il mondo al contrario: ecco l'evento finale di Sponz Fest

Goleto - La Festa dei Folli e il mondo al contrario: ecco l'evento finale di Sponz Fest

Musiche di un tempo che fu, una folla di visitatori e una location d’eccezione: il Goleto, l'Abbazia di Sant'Angelo dei Lombardi. Gli ingredienti perfetti per decretare il successo dell’ultimo appuntamento dello Sponz Fest di Vinicio Capossela, giunto alla quinta edizione, che con il concerto di ieri sera all’Abbazia del Goleto ha chiuso i battenti, dando appuntamento all’anno prossimo.
“Un ringraziamento di cuore va a Vinicio perché con questa sua iniziativa dello Sponz sta portando la nostra provincia fuori dal territorio e noi abbiamo bisogno di far conoscere le nostre competenze, le nostre ricchezze, la nostra storia e cultura. E’ questo il grande valore dello Sponz Fest”, ha commentato la padrona di casa, il sindaco di Sant’Angelo dei L. Rosanna Repole che insieme al primo cittadino di Calitri Michele Di Maio ha voluto portare un saluto ai presenti e ringraziare tutti per l’impegno messo in campo per la realizzazione del Festival.
“Sono contenta che si concluda per il secondo anno di fila proprio qui al Goleto. Dovendo scegliere l’adesione ad un unico progetto, secondo le indicazioni della Regione, abbiamo deciso con il sindaco Di Maio di confermare la scelta dello Sponz”, ha spiegato la Repole che ha concluso: “Credo che questo sia il modo migliore per chiudere un’estate che per tutte le comunità dell’Alta Irpinia è stata piena di interventi di grande valore e sicuramente il fiore all’occhiello è stato lo Sponz Festival”.
L’intervento del sindaco Di Maio si è, invece, concentrato, sulla riattivazione di una parte dell’Avellino-Rocchetta, in occasione proprio dello Sponz Fest, l’anno scorso fino a Calitri e quest’anno fino a Lioni: “L’altro ieri pomeriggio eravamo tutti sul treno da Calitri a Conza e poi fino a Lioni. Un sogno fino a due anni fa. Dopo la sospensione di 7 anni fa, grazie allo Sponz, a Vinicio, a Pietro Mitrione, Agostino Della Gatta, delle istituzioni locali e regionali è stata rimessa in moto. E’ stata aperta per il secondo anno di seguito la tratta. È un risultato storico. Ormai questa ferrovia non ce la toglie più nessuno”, ha dichiarato entusiasta Di Maio.
“In questi giorni postate sui social testimonianze dello Sponz Fest e anche la presenza numerosa di questa sera è segno dell’affetto che avete nei confrotni di queste amministrazioni (Calitri, Sant’Angelo, Cairano, Conza e Villamaina) che hanno messo a disposizione non solo un fondo regionale, ma anche uno comunale, per la realizzazione della manifestazione”, ha spiegato Di Maio.
“Credo che come amministrazioni il primo obiettivo è quello di rimanere in rete e lo Sponz è uno di questi obiettivi che ci siamo posti negli ultimi anni. Grazie di cuore a tutti coloro che ogni anno rendono tutto questo possibile”, ha concluso Di Maio.
Per rimanere in linea con il tema di quest’anno “All’incontrer”, dove ogni cosa si sussegue con un ordine opposto a quello a cui siamo abituati, anche l’ultima serata si è svolta in questo modo.
Il concerto “Ad Morte Festinamus - Carmina burana et moralia” a cura di Giovannangelo De Gennaro ha portato nel cortile dell’Abbazia dei sovvertimenti nella musica sacra medievale, alla scoperta del “mondo di sotto”, dove “gli ultimi saranno i primi, se i primi gli avranno lasciato qualcosa”, come spiega Vinicio Capossela.
È questa la Festa dei Folli che ha preso vita tra le mura dell’Abbazia, dove ogni cosa è al contrario e mostra un caos delle cose che nel loro mondo risulta ordinato.
Uno spettacolo ironico e divertente che ha dato spazio a musiche che vengono dalla tradizione medievale legata alla Festa dei Folli. Uno spettacolo che è stato la riproduzione esatta del cosiddetto “ufficium lusorium”, ossia l’ufficio dei vizi: un momento in cui si celebrano tutti i vizi dell’uomo e dove ogni cosa è permessa.
Rimanendo fedeli al credo dell’incontrer, anche il concerto di ieri sera ha rappresentato “una messa al contrario”, come l’hanno definita gli artisti che, ironicamente, si sono presentati sulla scena con abiti che ricordavano quelli dei monaci, parlando un latino volutamente maccheronico e con un testo sacro, una sorta di Bibbia, portata in pompa magna per aprire il corteo.
“Si tratta di melodie sacre, ma con testi goliardici che parlano della vita e dei piaceri dell’uomo: il gioco d’azzardo, la lussuria, le feste, il vino e così via”, hanno spiegato  gli artisti che si sono esibiti con copie degli strumenti tipici del Medioevo: “Sono canti nati in ambito monastico. Erano gli stessi monaci a scrivere canzoni che affrontavano queste tematiche grazie ad uno spirito autocritico che ancora esisteva nella Chiesa”.
Il concerto si è, dunque, aperto con una danza del ‘300, passando per tanti brani, tra cui un Inno a Bacco e ai piaceri del vino, fino ad arrivare all’ultima canzone suonata insieme al padrino dello Sponz Vinicio Capossela, dedicato a tutti gli asini che compaiono nei testi sacri e che rappresenta un’ulteriore celebrazione della Festa dei Folli.
“Ce ne sono tanti di asini. Noi stessi siamo andati in giro con lunghe orecchie di cartapesta per celebrare questo animale”, ha esordito Vinicio Capossela che ha continuato: “Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile lo Sponz Fest, il luogo che ci ha ospitato e la disponibilità che ha avuto ad accogliere questo spettacolo che comunque era sempre permeato di una forte spiritualità. Grazie anche al sindaco di Sant’Angelo che ha firmato carte senza le quali non saremmo stati qui. È peccato che a volte a causa della burocrazia, rinunciare a luoghi come quelli che abbiamo vissuto in questi giorni”.
L’intento dello Sponz è un po’ questo: restituire all’uso, ai piedi e alle mani, luoghi che esistono, ma spesso sono preclusi al pubblico”, ha spiegato Capossela che ha voluto ricordare e descrivere “il mondo a rovescio” a cui è stato dedicato lo Sponz di quest’anno con le parole di Piero Camprisi: “Nel mondo alla rovescia, al di là della satira e della caricatura c’è pur sempre nelle sue raffigurazioni la protesta dell’uomo che vorrebbe vivere in mezzo a una comunità migliore, la quale non è tale perché il servo è diventato padrone, il cacciatore cacciato, il cavalcatore cavalcato, ma perché essa può riabbracciare in una fattiva armonia gli uomini tutti, i servi e i padroni, gli animali e le cose”.
Si chiude con un bilancio estremamente positivo: il fiore all'occhiello dello SPONZ Festival che ha affrontato concerti fisici, concerti di notte, all'alba nelle piazze e nelle stazioni, conversazioni, letture e improvvisazioni talentuose,  conferma la grande intuizione del momento collettivo voluto ed ideato da Vinicio Capossela.
Quest'anno le opportunità per il territorio sollecitate dall'evento calitrano, unitamente alle programmazioni interessanti di alcuni comuni Altirpini, nonostante le faziosità dei sodali della politica dal fiato corto, sono fenomeni da conservare, potenziare e da rilanciare con sempre maggiore vigore con progetti di modernità e riflessione collettiva. - redazione@tusinatinitaly.it -

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