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Lioni - Torna il treno storico dell'Avellino-Rocchetta tra ricordi e commozione

Lioni - Torna il treno storico dell'Avellino-Rocchetta tra ricordi e commozione

L'attivazione della tratta Conza-Lioni della ferrovia storica Avellino-Rocchetta Sant'Antonio ha raccolto tanta gente nello spiazzale della stazione di Lioni. Cittadini, forze dell'ordine, politici si sono ritrovati nel luogo simbolo delle attività lionesi per celebrare un evento atteso da anni: la riattivazione della tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta che fa tappa proprio nel paese altirpino. Ricordiamo che dall'11 dicembre 2010 la tratta venne dismessa e con essa l'Irpinia è stata cancellata dalla geografia ferroviaria italiana, perdendo uno dei principali mezzi di collegamento con il capoluogo, ma anche con la Basilicata e la Puglia.
Sullo stesso treno, arrivato alla Stazione di Lioni alle 12.00 in punto, dopo essere partito da Rocchetta, passando prima per Calitri e poi per Conza, oltre a tanti cittadini, viaggiava anche il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, insieme agli esponenti della politica locale e ai rappresentanti di Fondazione Ferrovie dello Stato.
Accolti dalla musica della banda di Bagnoli Irpino e da un lungo applauso il treno e De Luca hanno fatto il proprio ingresso a Lioni sancendo l'inizio di un nuovo percorso che avrà come fine ultimo l'apertura definitiva della tratta ferroviaria fino ad Avellino, che nelle migliori delle ipotesi potrebbe riaprire la prossima primavera.
Sul palco allestito davanti al piazzale della stazione di Lioni ognuno ha voluto portare la propria testimonianza circa l'importanza di questo treno, riconoscendo alla Regione Campania il merito di aver dato voce al territorio e di aver riattivato i collegamenti con Avellino e buona parte del Sud anche se solo per scopi turistici.
Presenti i sindaci Yuri Gioino di Lioni, Paolo Foti di Avellino, Vito Cappiello di Conza, Rosanna Repole di Sant'Angelo dei L., Stefano Farina di Teora, Ferruccio Capone di Montella, Luigi D'Angelis di Cairano, Pietro Mariani di Morra De Sanctis, Franco Ricciardi di Monteverde, Gelsomino Centanni di Calabritto, Beniamino Palmieri di Montemarano, Filippo Nigro di Bagnoli. Con loro diversi esponenti della politica locale come il presidente del Consiglio regionale Rosetta D'Amelio, il deputato On. Luigi Famiglietti, la deputata On. Valentina Paris, il consigliere regionale Francesco Todisco, l'ex senatore Enzo De Luca. Tra il pubblico anche il presidente dell'Alto Calore Lello De Stefano.
Presente anche chi si è battuto per vedere riaperta la tratta come Pietro Mitrione dell'associazione in_loco_motivi e Francesco Celli dell'associazione Info Irpinia.
Naturalmente non potevano mancare rappresentanti di Ferrovie dello Stato di cui fa parte il treno storico: Mauro Moretti amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Luigi Cantamessa direttore della Fondazione Ferrovie dello Stato.
La locomotiva a diesel che riproduce la stessa che tempo addietro portò i nostri predecessori verso terre lontane per cercare fortuna, oggi permetterà ai turisti di visitare le belle terre d'Irpinia.
"Oggi è un giorno particolarmente importante per Lioni perché mettere nuovamente in moto qualcosa per la quale un po' tutti avevamo perso le speranze è qualcosa che ci fa pensare ad un nuovo sviluppo economico e solidale di questo territorio che sembra all'eterna ricerca di un riscatto che dipende soprattutto da noi sindaci", ha commentato il sindaco di Lioni Yuri Gioino: "Siamo pronti a lavorare, abbiamo idee, proposte e anche la capacità di poter affrontare e risolvere i problemi per uno sviluppo economico e sociale che sia duraturo".
Forti e sentite le parole di Pietro Mitrione che insieme alla sua associazione ha gridato a gran voce il diritto dell'Irpinia di vedere di nuovo attiva questa tratta: "Ringrazio il presidente De Luca perché ha ridato dignità ad una provincia che nel 2010 fu cancellata dalla geografia ferroviaria italiana. Potremmo dire nomi e cognomi, ma oggi è una giornata di festa nel nome del ricordo, in particolare di Agostino Della Gatta".
"Da soli cominciammo questa battaglia e riuscimmo a fare capire che era stato commesso un gravissimo errore chiudendo questa ferrovia, senza rispettare la volontà e le necessità di questa gente. Questa tratta dal 23 agosto con una legge dello Stato è stata riconosciuta come ferrovia turistica. Inoltre la Soprintendenza dei Beni Culturali di Avellino e Salerno sono riuscite a far approvare il vincolo culturale sulla tratta. E' la prima ferrovia in Italia ad avere questo riconoscimento. Quindi quando ci chiamavano "bimbi scemi" era una cosa offensiva e chi lo pronunciava era un uomo politico e questo è antipolitica, ossia non ascoltare la gente".
"Dopo essere arrivati a Lioni, la sfida ora è arrivare ad Avellino", ha dichiarato Rosetta D'Amelio che ha continuato: "Questo treno significa la vita che va avanti e che pone queste comunità nelle condizioni di dire che ce la possiamo fare attraverso un turismo di qualità. Questo treno per anni ha rappresentato la ricchezza non solo di Lioni, ma anche dei comuni limitrofi. L'idea di riprendere questo treno dato per morto è stata una scelta di coraggio da parte della Regione Campania".
Riguardo la sfida di riattivare la tratta fino ad Avellino Mauro Moretti ha lanciato una promessa a Lioni: "Noi di Ferrovie dello Stato ripaghiamo il vostro impegno con la promessa che entro la prossima primavera il treno possa arrivare ad Avellino".
"C'è un significato profondo che lega il popolo dell'Irpinia e di Lioni alla ferrovia, ossia il fatto che essa sia nata, anche sulla spinta di personaggi di spicco come De Sanctis, per poter costruire uno strumento di sviluppo di un territorio povero e poco popolato. Questo non bastò e agli inizi del '900 divenne il mezzo per gli irpini per emigrare altrove. Il primo elemento di dolore seguito da una seconda ondata migratoria nel dopoguerra. Nonostante le varie sospensioni voi non avete mai mollate e oggi, grazie al contributo della Regione di 20 milioni siamo arrivani fin qui".
Insomma un evento importante di fronte al quale nemmeno il presidente De Luca è riuscito a trattenere l'emozione, ricordando le sue origini e il valore del treno per la sua famiglia: "E' un momento che tocca i ricordi di ognuno di noi. Sono nato a Ruvo del Monte, a 10 chilometri da Calitri e ricordo la stazione di Calitri perché veniva preso lì il treno da mio nonno per andare a lavorare sui cantieri dell'Acquedotto pugliese e da mio padre quando nel dopoguerra è partito da lì per emigrare verso l'America. Sono cose che toccano le radici più profonde", ha detto De Luca con la voce rotta dalla commozione.
"Questo investimento è stato fatto non solo per una ragione politica, ma per fare in modo che l'Irpinia e le aree interne della Campania non fossero più orfane, ma avessero piena dignità come il resto della Regione. Ora dobbiamo essere all'altezza di questa sfida e dobbiamo inserire questo lavoro di recupero in un progetto di modernizzazione e di sviluppo. Prossimamente ci sarà un viaggio che collega con la Pietrelcina cercando di lanciare il turismo culturale. Nei prossimi mesi lavoreremo anche per avere una rete che si ricollega con il santuario di San Gerardo", ha spiegato il presidente.
"L'obiettivo di tali interventi è quello che abbiamo ricordato più volte: creare lavoro per un'intera generazione. Sono convinto che saremo all'altezza di valorizzare tutte le potenzialità che a questo intervento strutturale si legano. Viva Lioni, viva l'Irpinia e il Sud", ha concluso De Luca tra gli applausi generali. - di Imma Finelli - 

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