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De Caro: si punta ad un Pd allargato, ma con criterio e rispetto del territorio

De Caro:  si punta ad un Pd allargato, ma con criterio e rispetto del territorio

La compagine del Pd che fa capo al Sottosegretario Umberto Del Basso De Caro nel pomeriggio  si è riunita al Viva Hotel di Avellino nell'ambito dell'iniziativa "Irpinia Innanzitutto". Un incontro utile per discutere della questione candidature e del Congresso provinciale, ma soprattutto per presentare un documento d'area che ha evidenziato lo stato frammentario in cui si trova il Pd irpino richiamando all'unità, con qualche avvertimento per i vertici nazionali circa le prossime candidature per le elezioni politiche.
Inoltre nel documento presentato alla folta platea presente al Viva Hotel e firmato da quasi tutti i presenti, sono state elencate le caratteristiche del partito a cui tende l'area decariana: "Serve un partito forte e coeso, capace di riannodare i fili con l’opinione pubblica e che sappia distinguere le coalizioni dalle ammucchiate eterogenee".
Nel corso della riunione non sono mancate le stoccate a Giuseppe De Mita, sul tipo, "Io parteciperò a questa tornata elettorale facendo tutto quel che posso affinché il Partito Democratico, il partito che non ho mai lasciato perché in passato ha negato la candidatura a qualche mio antenato, vinca".
Proprio riguardo alle candidature il Sottosegretario è stato chiaro: "Non sarò io a decidere dove candidarmi, lo farà il Partito. Il Nazareno definierà le candidature a valle di uno screening locale e delle proposte avanzate dal Comitato Regionale".
Anche quando Del Basso De Caro ha parlato della sua idea e in generale dell'idea dell'intera are riguardo la natura del partito non ha rispiarmiato le frecciatine : "La mia idea è quella di un centro sinistra largo ed inclusivo, che superi i confini del Partito Democratico ma dobbiamo chiederci se vogliamo dar vita ad una coalizione politica o un cartello elettorale. Credo sia discutibile puntare su chi è politicamente apolide, ovvero senza partito, e che pur facendo parte della coalizione di governo non ha mai votato la fiducia, le leggi di stabilità, le leggi elettorali ed il referendum costituzionale. Noi esprimiamo questa opinione, netta ed alla luce del sole, poi sarà Roma a decidere". 
Ovviamente non è mancato un passaggio sulla questione del Congresso provinciale e più in generale sulla situazione in cui versa il Pd irpino. Proprio mentre stava avvenendo l'incontro è arrivata la decisione della Commissione Regionale di Garanzia di dare il via libera a quasi 3000 tessere lasciando in sospeso altre 1000, comprese le 400 di Solofra che che dovranno essere confermate singolarmente da coloro che hanno richiesto l’iscrizione. Alla luce di tutto ciò Del Basso De Caro ha spiegato: " Sono state fatte delle valutazioni sbagliate. Due anni con un Direttorio che ha indetto il Congresso senza riuscire a celebrarlo, così come, poi, accaduto con il Commissario che, è storia recente, è stato promosso al grado di “commissario politico”. Con l’approvazione della platea congressuale da parte di Napoli, il Congresso si può celebrare. Le tempistiche saranno scelte da Ermini, ma quel che è certo è che noi siamo pronti già da ora, come eravamo pronti un mese e mezzo fa".
Insomma la situazione non è delle migliore e proprio per tale motivo Del Basso De Caro ha richiamato più volte alla responsabilità e alla collaborazione nel rispetto del partito e delle migliaia di iscritti: "Siamo nell’imminenza dello scioglimento del Parlamento, ci vuole un grande senso di responsabilità, grande unità e rispetto nei rapporti con un territorio come quello della provincia di Avellino che ricorda a tutti come dal punto di vista del consenso è stato sempre uno dei primi, sia dal punto di vista elettorale, sia da quello congressuale".
Da qui di nuovo un richiamo ad una coalizione seria e ben pensata: "Non viviamo una situazione semplice, un’ipotesi di alleanza si costruisce anche dalla base. Se qualcuno si preoccupa delle Primarie, qualcuno dovrebbe preoccuparsi per lui. Il consenso dovrà essere il più ampio possibile, abbiamo un centro destra che seppur diviso su molti temi centrali, si è messo insieme. Noi invece ci dividiamo. La necessità è l’unione in questo momento, poi vengono le aspirazioni legittime dei candidati".
Tra i presenti, anche Enzo De Luca e l'ex Ministro dell'Interno Nicola Mancino che si è unito alle parole di Del Basso De Caro, portando avanti uno screening critico della situazione attuale del Pd, evidenziando la sua idea per cercare di recuperare la fiducia dei cittadini e sperare di poter vincere le elezioni: "Sono venuto  curioso di sapere come si articola la classe dirigente in provincia di Avellino, se è ancora classe dirigente", ha esordito Mancino che ha continuato: "Stiamo affrontando uno dei momenti più difficili nella storia del Pd. E, diversamente da quanto ha affermato Umberto Del Basso de Caro, credo che andare casa per casa potrebbe essere insufficiente rispetto ai tempi che viviamo. Dobbiamo affrontare una vera e propria campagna pubblicitaria avversa al Partito Democratico, così come già accaduto per il Referendum Costituzionale, poi perso. In questa campagna elettorale bisognerà recuperare la dialettica per soddisfare i bisogni dei cittadini".
Poi un passaggio su Congresso e Primarie: "Se come mi dicono si è arrivati a definire la platea congressuale, allora basterebbero 15 giorni per celebrarlo. Se c’è chiarezza, ovviamente. Se qualcuno, invece prende tempo per attendere un protettore e far valere la sua forza, allora non rispetta i principi democratici del partito".
"Le Primarie sono "fuggite". Non si tengono e non si tengono neanche i congressi, mentre il commissario si reca in Irpinia una tantum perché impegnato per la sua campagna elettorale. Un segretario provinciale serve, senza si perderebbero le elezioni. Il Segretario Regionale realizzi l’equilibrio, Avellino non può essere lasciata a se stessa e alle battaglie utili solo alle candidature che non rafforzano, anzi indeboliscono il Pd sul territorio", ha concluso Mancino.

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