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De Mita contro la Regione: "Non possiamo accettare la subordinazione all'idiozia"

De Mita contro la Regione:

Il mese di settembre si è aperto con una nuova riunione del Progetto Pilota. Nell'ultimo incontro tenutosi ad agosto l'assise si era lasciata con la costituzione dell'Ats che coinvolgerà tutti i 25 comuni dell'area pilota per quanto riguarda le decisioni da prendere nell'ambito dei progetti per la forestazione, riservando tuttavia soltanto ai comuni con una maggiore concentrazione boschiva la partecipazione fattiva agli interventi che dovranno essere effettuati. Tema della seduta, dunque, nuovamente la forestazione e l'Azienda Forestale in Alta Irpinia.
Nel corso dell'incontro gli amministratori avrebbero dovuto approvare il documento presentato dal responsabile dell'Uncem (Unione Nazionale Comuni Comuntà Enti Montani) Luca Lo Bianco, riguardante l'invito a manifestare l'interesse a partecipare per ricercare i partner privati più significativi da inserire all'interno del progetto per la sua buona riuscita.
Le polemiche sollevate da alcuni amministratori, tuttavia, hanno portato l'assise a dilungarsi e chiudere la seduta con la decisione di convocare una riunione per la prossima settimana per scegliere il capofila del partenariato pubblico-privato, sottolineando che tutti i 25 comuni facenti parte dell'Ats dovranno deliberare l'adesione al partenariato.
A suscitare polemiche, tuttavia, ci ha pensato anche lo stesso presidente della Comunità dell'Alta Irpinia, Ciriaco De Mita, che questa volta ha diretto il suo sfogo contro la Regione Campania e il Presidente De Luca ( ..senza mai nominarlo..). Critiche mosse soprattutto sul modo in cui è stato redatto il bando a cui dovrà partecipare l'Ats per la forestazione, sui criteri utilizzati per il trasferimento di risorse e del come vengano gestiti i finanziamenti destinati al Progetto Pilota.
"Ricordo a tutti i sindaci che ciò che stiamo facendo non riguarda i singoli comuni, ma tutti, anche se poi fisicamente gli interventi ricadono nei confini di comuni in particolare, ma mi è parso di capire che nell'ultimo periodo sia riemersa in qualche modo la municipalità. Anche se c'è qualche ragione, questo non aiuta. Impariamo ad affrontare un problema con l'intelligenza della complessità", ha dichiarato il presidente De Mita.
Un esordio pacato che, tuttavia, ha visto un De Mita più agguerrito subito dopo l'intervento di Lo Bianco che ha spiegato il passaggio da effettuare nel corso dell'incontro, ossia "cercare i privati da inserire nel partenariato teso alla valorizzazione del territorio. Il partenariato privato è aperto non solo alle aziende ma anche alle associazioni".
"Nel testo che vi propongo oggi spieghiamo che stiamo ragionando sulle foreste e tutto ciò che gravita intorno ad esse e cerchiamo partner per portare avanti questa partita. L'Invito a manifestare interesse a partecipare avrà come termine il 15 ottobre, per poi nei successivi quindici giorni (il termine del bando della Regione è fissato per il novembre) scegliere quelli più utili per raggiungere l'obiettivo. Inoltre c'è una rassicurazione: anche chi non verrà ricompreso nel partenariato, sarà comunque coinvolto nelle attività e non verranno esclusi. Ovviamente ci sono una serie di criteri e adempimenti formali dettati dalla Regione nel bando a cui dobbiamo attenerci", ha spiegato il responsabile dell'Uncem.
Un concetto, quest'ultimo espresso da Lo Bianco, che ha mandato su tutte le furie il presidente De Mita: "La Regione ha avviato un progetto in cui si identifica l'onnipotenza della presidenza e i destinatari di tale bando già si conoscono. Il marchingegno che hanno costruito serve solo a distribuire risorse", è stato l'attacco di De Mita che ha rincarato la dose dicendo: "Su questo progetto i criteri di decisione non possono essere dettati dalla Regione. L'Area Pilota non dipende dalla Regione, ma è autonoma; quindi non possiamo accettare la subordinazione all'idiozia. La verità è che i criteri della Regione andrebbero portati in tribunale".
"I criteri indicati non sono adatti alla nostra Area Pilota e su questo avrei voluto un incontro con il presidente. Dobbiamo cambiare questa perversa iniziativa e possiamo farlo riscrivendo il documento della manifestazione di interesse senza far riferimento ai criteri della Regione, ma individuando semplicemente gli obiettivi. Se a decidere è Napoli, facciamo cose diverse da quelle pensate. I nostri finanziamenti devono arrivare in base a quello che abbiamo deciso nella strategia del Progetto Pilota, mentre i criteri regionali hanno obiettivi già fissati. Inoltre la cosa peggiore è che l'Area Pilota è destinataria formale del bando, ma se non rispondiamo i fondi andranno a Salerno. E' scritto nel bando, dunque pubblico e sotto gli occhi di tutti", ha spiegato il presidente che ha mostrato risentimento soprattutto sulla questione dei fondi destinati al Progetto Pilota: "Inizialmente mi avevano fatto capire che le risorse sarebbero state trasferite direttamente alla Comunità dell'Alta Irpinia per svolgere le attività e invece vengono incanalate tramite bandi a cui noi siamo costretti a rispondere se vogliamo beneficiare delle risorse".

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