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Fausto Sacco "Riportiamo in Irpinia l'industria di nicchia"

Fausto Sacco

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Fausto Sacco Presidente Provinciale della DcA nel Pdl, in merito alla questione Irisbus Iveco e alle preoccupazioni riguardo alla probabile dismissione dello stabilimento di valle Ufita

Credo che in questo momento di crisi occupazionale c’è bisogno che in Irpinia si riporti e si valorizzi la piccola industria di nicchia. Un posto di lavoro è una cosa importante e la politica tutta deve fare il proprio lavoro per difenderlo. Il problema Irisbus in Irpinia è fondamentale e tutti noi dobbiamo fare di tutto per recuperare la posizione. Gli operai, l’indotto, i sindacati, finora si sono comportati esemplarmente per dignità ed onesta nella correttezza che li ha contraddistinti da subito a tutti i livelli. La Irisbus non deve chiudere assolutamente e tutti noi nella compattezza sindacale, politica e sociale abbiamo il diritto di difenderla. Detto questo è doveroso da parte mia fare una riflessione, dopo aver fatto  un piccolo studio, insieme a tecnici del settore e il dott. Nicola OLIVIERI, per lo sviluppo del nostro territorio al di fuori di questa difficile vertenza dell’Irisbus.  In relazione al lavoro svolto e alla profonda conoscenza del territorio irpino è scaturita l’importanza di potenziare e portare in irpinia nuove piccole  aziende con produzione di nicchia, andando ad individuare nuovi indotti. Questo darebbe immediata possibilità a giovani imprenditori o rimpinguerebbe lo scarso lavoro nelle piccole aziende esistenti che non dispongono più produzioni oramai obsoleti pur avendo macchine all’avanguardia. Due brevi azioni da mettere  subito in campo sicuramente porterebbe un po’ di sollievo per tutti:
1° - Far nascere piccole aziende (fabbriche) con personali del nostro territorio.
2° - Produzioni che aiuterebbero le piccole aziende, già esistenti, prive di lavoro a sopravvivere.

L’altro indotto che potrebbe essere utilizzato subito è il settore turistico, che possiamo nell’immediato mettere in campo interventi che vanno a invitare la domanda di luoghi particolari con degustazioni particolari con progetti già pronti.    Non mettere in campo queste possibilità significa attendere passivamente alla fine del nostro territorio economicamente e socialmente."

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