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Galasso: tra faide, silenzi e le antiche abitudini di Via Tagliamento

Galasso: tra faide, silenzi e le antiche abitudini di Via Tagliamento

“La mia è stata una elezione voluta dal popolo, e quindi legittimata dal consenso popolare”Giuseppe Galasso,  meglio conosciuto  come Pino, sindaco di Avellino,  in genere non le manda a dire. Questa volta, è netta la sensazione che i “i chiarimenti” richiesti dal primo cittadino al Partito Democratico al quale appartiene,  saranno il banco di prova, questa volta reale,  dal quale scaturiranno le prossime mosse per l’amministrazione della Città, e in particolare, per i nuovi equilibri politici a Via Tagliamento.  Galasso  giura che, “ da parte mia non c’è mai stata volontà di mettere fuori nessuno…A meno che non ci sia qualcuno che voglia tirarsi fuori da solo..” Poche parole  per far comprendere che sono necessari gli inevitabili chiarimenti tra Galasso, il Pd e i consiglieri definiti “frondisti” che  hanno chiesto “nuove regole e  nuove soluzioni”.  C’è pertanto il giusto fermento intorno alla querelle  all’interno della maggioranza di Piazza del Popolo e, sarà importante, la convocazione del consiglio comunale fissato per il 2 settembre. Una riunione nel corso della quale Galasso relazionerà  sul rimpasto avvenuto dopo l’esclusione di Romei e Trezza con il subentro dei nuovi assessori nelle persone di Nicola Giordano e Barbaro. Sarà anche il giorno delle surroghe con l’ingresso nella massima assise cittadina di Rita Caronia e Pino de Lorenzo. Ma dietro le parole e dietro le schermaglie cosa si nasconde realmente ? Perché gli attacchi di Franco  Mercuro  nei confronti del sindaco e del partito di Via Tagliamento? Perché il documento dei “magnifici” che chiedono di rivedere l’intero modo di amministrare? Per una sorta di imparzialità che dovrebbe caratterizzare l’attività di ogni cronista, dopo gli interrogativi… alcune risposte sorgono spontanee.  Innanzitutto il paradosso all’interno di una maggioranza che spesso litiga su questioni a volte poco chiare  con il solito linguaggio politichese che afferma tutto e il contrario di tutto. In secondo luogo il ruolo di Francesco Todisco, tra i firmatari del documento e vicesegretario provinciale del Pd, è poco  compatibile con l’atmosfera di queste  ore.  Le sostituzioni di Romei e Trezza appaiono  non “filtrate” con il resto del gruppo con le inevitabili ripercussioni all’interno della stessa maggioranza. Il ruolo di Via Tagliamento, spesso taciturno , appare più  attento ai posizionamenti futuri in vista delle prossime elezioni politiche , che alla routine quotidiana dei vari amministratori impegnati nella quotidianità degli Enti da loro rappresentati. Infine, la sottovalutazione che alcuni hanno di Pino Galasso in casa  Pd. L’attuale sindaco, unitamente ad altri primi cittadini rappresenta il vero “salvadanaio” della politica provinciale  di Via Tagliamento: l’avanzare dei continui borbottii, i mal di pancia di qualcuno e le esternazioni  “silenziose” di chi dovrebbe avere il polso della situazione, sono la conferma della lunga  e abitudinaria visione democristiana di un partito che  non riesce ancora a trovare una sua identità e, in particolare, ad aprirsi alle sollecitazioni di ciò che realmente chiede la gente comune. Partecipazione, confronto e  innanzitutto rinnovamento.

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