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Neo assessori: Barbaro e Giordano tra consensi e malcontenti

Neo assessori: Barbaro e Giordano tra consensi e malcontenti

Avellino- Sergio Barbaro e Nicola Giordano sono i due nuovi assessori del comune capoluogo. Hanno subito preso possesso delle loro postazioni e si stanno occupando fattivamente di due ambiti diversi. Giordano guarda a settembre, quando verranno riattivati i fondi per la riapertura di cantieri importanti come quello del tunnel. Questa la priorità del neo assessore. Nuovi lavori urbanistici interesseranno sia il centro cittadino che le periferie, settore sicuramente più complesso. Barbaro, invece, fa i conti con il bilancio. Le risorse limitate dovranno essere ottimizzate. Bisogna conoscere in modo approfondito le esigenze sociali e fare così interventi mirati. Nessuna risorsa può essere sprecata, tutto deve essere calcolato con perizia ed attenzione. La sfida è  modo dura, ma allo stesso tempo stimolante. La ripresa delle scuole a settembre è un tassello importante  e  Barbaro promette efficienza dei servizi e rispetto delle regole, cercando di venire incontro alle esigenze del comune.
Per quanto riguarda il settore "Cultura" l'assessore intende valorizzare le risorse presenti sul territorio, come il teatro "Carlo Gesualdo", recuperare il senso della comunità. Questo non significa chiudersi nel proprio paese, ma guardare avanti, al futuro, con i piedi ben saldi alla terra di appartenenza.
Ma non ci sono tutti consensi, si registrano anche opposizioni.
Il vicepresidente del consiglio l'Udc  Domenico Palumbo, ha convocato una riunione dei capigruppo per decidere i prossimi incontri. I punti di discussione si ampliano: esplodono due questioni importanti. Il dissenso nel gruppo del Pd e l'ingresso in aula di Aldo d'Andrea. Il primo punto fa riferimento al malcontento già manifestato da alcuni consiglieri. Questi ultimi chiedono la formazione di un gruppo autonomo oppure la formazione di una federazione consiliare a prescindere dai gruppi di appartenenza.
La seconda questione, il caso D'Andrea, è più complicata. All'atto della candidatura viveva una condizione di ineleggibilità perchè ricopriva il ruolo di consigliere al Comune di Pietrastornina. Tale aspetto non è stato registrato nella liberatoria che si firma all'atto della candidatura . Tutto rimarrà bloccato fino all'autunno, quando il sindaco opererà l'azzeramento e si conterà il numero degli scontenti. Polemico anche Lucio Fierro che è categorico "così si tira solo a campare": ci si occupa solo di chi potrebbe dar fastidio in consiglio, tralasciando la questione principale: la costruzione del centrosinistra futuro in città. "La svolta non serve al Pd, ma alla città", ha così sentenziato.

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