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"Non ho scelto un padrone e non capisco la violenza, l’ira e le accuse rivoltemi": Rosanna Repole risponde a De Mita

La Morgante deve rendere conto delle scelte dei criteri e dei tempi...

Ieri a Montella nell'ambito della Sagra della Castagna e questa mattina a Nusco nell'assemblea del Progetto Pilota, non sono mancate le "bordate" da parte di Ciriaco De Mita nei confronti dei sindaci che hanno contestato l'Atto aziendale della sanità messa in piedi dalla manager Morgante. La difesa ad oltranza di De Mita nei confronti della manager assente venerdì a Palazzo Caracciolo ma presente questa mattina nella cittadina di Nusco, ha provocato gli attacchi, per la verità smisurati, nei confronti del sindaco di Sant'Angelo dei L. Rosanna Repole che, questa mattina ha abbandonato la seduta come si evince nell'articolo di cui in allegato.
Il primo cittadino di Sant'Angelo dei L. comunque ha replicato con una nota inviata agli organi di stampa, una sorta di lettera aperta al portavoce dei sindaci dell'Alta Irpinia per chiarire ruoli, competenze e posizioni dei diversi membri all'interno del Progetto Pilota e le funzioni essenziali dei sindaci eletti nella difesa dei servizi essenziali, in particolare quelli della Sanità.
Di seguito il comunicato:
"Ho ascoltato il suo intervento di ieri a Montella. Anche oggi ha continuato sullo stesso tono. Ha usato parole forti come mediocrità, non adeguatezza della classe dirigente locale, immoralità, superbia ed altro. Non è la prima volta. Il riferimento in particolare era alla “Sanità” tema a Lei molto caro!
Sentendomi tirata in causa insieme al Consiglio Comunale intervengo per alcune precisazioni:
- Lei è stato designato all’unanimità Portavoce dei Sindaci e, quindi, ha il dovere di conoscere il  pensiero di tutti, anche il mio. Mi sono riconosciuta nella sua indicazione e non per questo non ho il diritto di esprimere un’opinione diversa. Bisogna avere pazienza, comunicare, ascoltare tutti e alla fine fare una sintesi in cui tutti si ritrovano. Questo è il ruolo che Lei si è ritagliato con l’equilibrio e l’esperienza che nessuno disconosce.
- Per quanto mi riguarda ho votato con convinzione il progetto dopo un percorso difficile, sicuramente non agevole, ma non ho scelto un padrone nè delegato quello che è il mio compito. Mi ritrovo nelle scelte fatte in campo sanitario sia rispetto alla medicina di territorio sia all’emergenza. A tal proposito vorrei ricordarle che fra l’altro per il Criscuoli è definito il MANTENIMENTO DEL PRIMO PRONTO SOCCORSO e LA FUNZIONE DI STRUTTURA DI RIABILITAZIONE considerando la presenza della Fondazione DON GNOCCHI.
- Non è in gioco il piano ospedaliero che la Regione ha approvato e NESSUNO SI PERMETTE DI DISCUTERE. Mi ritrovo in quanto  più volte ha detto il Presidente De Luca che bisogna avere una sanità che risponda ai bisogni dei cittadini e non agli interessi dei singoli, che gli ospedali di frontiera vanno potenziati.
Non accetto il gioco ed i tentativi di creare divisioni all’interno di un partito che esprime la guida della Regione su problematiche che riguardano la salute. Sono certa che pur nelle difficoltà dovute al commissariamento la Regione sta lavorando nell’interesse dei territori.
- Veniamo all’Atto Aziendale predisposto dalla Dott.ssa Morgante. Non è il Vangelo. Può essere modificato. Lo dice la stessa Presidente del Consiglio regionale, on. D’Amelio, in un’intervista rilasciata oggi. Così come afferma che in base alla normativa vigente il comitato di rappresentanza dei Sindaci deve essere ascoltato. Era ed è la via maestra, ma in assenza del comitato nei mesi scorsi ho inviato alla manager una delibera articolata e motivata che non chiedeva una struttura complessa in più, ma diceva ben altro. Non ho avuto nessuna risposta concreta. Sicuramente non è un metodo democratico.
Mi sono permessa di chiedere per il Criscuoli che è l’unico pronto soccorso per 25 comuni (65.000 abitanti) semplicemente la garanzia dei servizi, la certezza dei tempi e una parola chiara sugli organici. 
Il decreto interministeriale 70 che indica la riorganizzazione sanitaria sul territorio prevede per un primo pronto soccorso CHIRURGIA-MEDICINA e tre servizi (radiologia, laboratorio di analisi, anestesia). Se non parliamo di questo è un’altra cosa, non è un pronto soccorso, diamogli un altro nome! Noi, invece, abbiamo bisogno del Pronto Soccorso non solo a garanzia della sicurezza dei cittadini del nostro territorio, ma anche per decongestionare la città ospedaliera come recentemente ha illustrato il Dott. Percopo. D’altra parte nello stesso Progetto Pilota si parla dei rapporti di collaborazione che debbono intercorrere tra la Città Ospedaliera e l’Asl per migliorare la qualità dei servizi. 
Questo non è assolutamente in contrasto con quanto è previsto nel Progetto Pilota che si occupa di sperimentazione e di innovazione. E certamente non si innova, non si sperimenta se non si garantisce la quotidianità, l’ordinario. 
E mi chiedo, e chiedo, con quali speranze  possiamo avviare nuove sperimentazioni se unità operative fondamentali come la chirurgia, ad esempio, si regge su tre unità e anche l’arrivo di un’ulteriore unità sostituisce chi è andato in pensione? E che dire degli anestesisti? E dell’ortopedia?
Avere certezze sui tempi, sugli organici, essere contro il sistema delle convenzioni che non garantiscono qualità del servizio e comportano costi eccessivi, avere una parola chiara sul futuro della Fondazione Don Gnocchi, situazione che a Lei è ben nota, non condividere la scelta di privilegiare gli amministrativi per i concorsi (è una mia opinione personale ma sarebbe stato utile investire le poche autorizzazioni che possiamo avere dalla Regione per concorsi per personale medico e paramedico) significa mettere in discussione il Progetto Pilota, essere contro la Regione, significa essere immorale o superba? Assolutamente no!
Non accetto mistificazione della realtà e strumentalizzazione di qualsiasi tipo.
È dovere della Dott.ssa Morgante che svolge una funzione pubblica rendere conto delle scelte dei criteri e dei tempi e in attesa della realizzazione delle splendide sperimentazioni che tutti auspichiamo spiegare come intende garantire la sicurezza quotidiana in un pronto soccorso qual è il Criscuoli.
Le ricordo che come Sindaco di Nusco ha i miei stessi compiti fra cui tutelare la salute dei cittadini. Io a questo compito non abdico! Non accetto lezioni di moralità. Ad ognuno la sua storia.
Non capisco la violenza, l’ira e le accuse rivoltemi. Lei continui a lavorare per il Progetto Pilota in nome e per conto dei 25 Sindaci della Comunità dell’Alta Irpinia. In questo mi riconosco. Per il resto non Le è consentito esprimere giudizi su chi è democraticamente eletto e non difende il campanile o posizioni di potere, ma chiede la garanzia dei servizi essenziali per i cittadini dell’Alta Irpinia. 

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