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Pd - Ciarcia : "E' un imbroglio, non parteciperemo al Congresso se non vengono annullati i loro tesserati online"

Pd - Ciarcia :

La conferma arrivata da Roma attraverso una lettera a firma del responsabile Andrea Rossi sulle date in cui si terrà il voto dei circoli, ossia domani 22 aprile e lunedì 23, ha scatenato nuovamente l'ira della componente a sostegno del candidato alla segreteria provinciale del Pd Michelangelo Ciarcia.
La scelta del Nazareno è stata oggetto di un incontro molto concitato che la componente in questione ha tenuto questa mattina presso la sede provinciale del partito a Via Tagliamento. La richiesta è stata chiara per l'ennesima volta: se entro le ore 17.00 di oggi pomeriggio non arriverà alcuna indicazione da Roma per risolvere le anomalie riscontrate sull'anagrafe degli iscritti al partito, l'area Ciarcia non parteciperà ad un Congresso considerato illegittimo. La condizione posta dall'area è quella di rendere nulle circa 1500 tessere online presentano importanti anomalie.
Lo ha spiegato in maniera chiara il sottosegretario uscente Umberto Del Basso De Caro, che si è concesso ai giornalisti: "La mia posizione è nota. Non siamo certo una caserma, ciascuno è libero di fare ciò che vuole, ma personalmente suggerisco di non partecipare perché Roma ha confermato l'Assise sezionale per domani e lunedì, però ha spostato in avanti la data del Congresso e precisamente al 15 maggio e poi ha avocato la vicenda della città di Avellino. Questa iniziativa del partito nazionale di procrastinare la data del Congresso, dal punto di vista della questione amministrative è utile perché dovrebbe agevolare la chiusura di tutte le vicende, con l'intenzione di monitorare la situazione di Avellino in maniera diversa".
Da parte sua Ciarcia, che vede riuniti sotto il suo nome esponenti come Del Basso De Caro, l'ex senatore De Luca, Famiglietti, Lengua, Vittoria, l'ex segretario De Blasio, ha espresso le motivazioni che hanno portato la sua componente a dire categoricamente no all'Assise provinciale: "Sosteniamo la legalità e la trasparenza, valori che il Pd ha sempre invocato, ma non sempre sono stati rispettati. In passato abbiamo fatto anche scelte dolorose, pur di sostenere il partito", ha dichiarato Ciarcia. 
L'imbroglio che si è consumato nel Pd irpino, è stato spiegato dallo stesso tesoriere del partito: "Ciò che si è verificato è assurdo: come candidato non sono stato messo nella condizione di conoscere l'anagrafe numerica degli iscritti. Sono stato messo in disparte. La furbata che è stata messa in campo è stata questa: è stato detto ai circoli che i tesserati 2016 potevano partecipare senza dover rinnovare la richiesta. Hanno fatto fare il versamento solo a chi poteva essere vicino ad una certa area, agli altri hanno detto che bastava essere iscritti nel 2016. Poi solo in un secondo momento hanno ribaltato le cose dicendo che gli iscritti del 2016 non potevano partecipare al Congresso. Se la platea era chiusa doveva esserlo per tutti e non per chi si e chi no. Inoltre si è verificato un numero abnorme di candidati online, quindi da parte mia ho verificato i dati della banca ed è venuto fuori che il versamento è stato fatto da una sola persona che ha pagato tutte quelle tessere. Qua c'è chi si vuole impadronire del partito perché ha la disponibilità economica".
Di fronte a questa situazione Ciarcia ha spiegato il perché poi è avvenuto il depennamento di alcuni candidati dalle liste che appartengono alla sua area: "L'imbroglio c'è stato e c'è stata tanta incapacità nel portare avanti le operazioni. Non siamo stati bravi a fare le liste perché non siamo stati messi in condizione di vedere l'anagrafe e abbiamo sbagliato a mettere 15 persone pensando che fossero tesserati. Per noi erano persone perbene che facevano parte già dell'anagrafe 2016 e che avessero rinnovato la tessera. Certe cose con un po' di buonsenso si potevano risolvere prima, a partire da Ermini. Chi svolge un ruolo deve essere imparziale, ma questa imparzialità non c'è stata. Facciamo un ultimo appello a Roma: siamo pronti a celebrare il Congresso se si risolve questo imbroglio che è stato fatto con il consenso dei funzionari di Roma e con gli amici di Avellino. E questa cosa deve finire. Aspettiamo fino alle 17.00 di oggi per avere risposte da Roma per poter partecipare perché noi vogliamo esserci, però se non si sente nulla non parteciperemo, ma controlleremo la legalità del voto in tutti i circoli".
Concitato anche l'intervento della Ambrosone che ha messo in evidenza l'impossibilità di celebrare il Congresso vista la mancanza di una riflessione comune: "Nei momenti di difficoltà non si esclude, ma si allarga la riflessione. Reputo che sia il momento peggiore per svolgere il Congresso laddove non abbiamo neanche più il tempo di farci capire da chi sta fuori. Noi non facciamo una battaglia sui numeri, ma per dare il diritto a chi ha ritirato la tessera di partecipare all'Assise. Non si può predeterminare il vincitore prima ancora di entrare nel Congresso. Pretendiamo il rispetto delle regole. Roma dacci un colpo altrimenti per legittimare l'illegalità non parteciperemo".
"E' una situazione vede tante anomali e cose inaccettabili. C'è un'anagrafe degli iscritti che muta continuamente e non si sa chi far partecipare ad un giorno dal voto. Possibile che siamo solo noi ad aver sbagliato a fare le liste o siamo talmente folli a scegliere persone non tesserate? Sono situazioni che dimostrano l'imbroglio e che non è possibile celebrare il Congresso", ha commentato, invece, il sindaco di Solofra Michele Vignola.

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