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Renzi all'Industria Italiana Autobus: "Il mio impegno qui continua: andiamo avanti insieme"

 Renzi all'Industria Italiana Autobus:

Matteo Renzi in Irpinia nell'ambito del suo viaggio elettorale per parlare di rilancio e sviluppo in particolare nelle aree interne. E quale luogo migliore se non l’Industria Italiana Autobus, un’azienda che da anni attende di potersi rimettere seriamente in carreggiata, per incontrare la comunità politica e i cittadini irpini.  
Dopo essere sceso in treno ad Ariano, l’ex premier si è spostato nel cuore della Valle Ufita presso lo stabilimento dell’IIA per incontrare gli operai dell’azienda, il manager Stefano Del Rosso, i sindaci del territorio e le organizzazioni sindacali, tra cui era presente anche Confindustria Avellino nella persona del presidente Pino Bruno.
Presenti tanti esponenti della politica locale e non solo a cominciare dal Commissario del Pd David Ermini, la segretaria regionale del Partito Democratico Assunta Tartaglione, il deputato Pd Luigi Famiglietti, la presidente del Consiglio regionale campano Rosetta D’Amelio, l’ex senatore Enzo De Luca, la deputata Valentina Paris e l’ex presidente della commissione per il Tesseramento Giuseppe Di Guglielmo.
Per chi si aspettava una lunga discussione con il segretario Matteo Renzi, si è dovuto ricredere. L’ex premier si è fermato in Valle Ufita solo per una visita veloce e per esprimere massimo impegno a far sì che l’ex Irisbus possa portare a termine il piano di rilancio avviato proprio durante la sua esperienza al Governo nazionale, prima di riprendere il suo viaggio che questo pomeriggio lo porterà in Francia.
“Ormai ci conosciamo da qualche anno. La prima volta che ho incontrato i lavoratori della ex Irisbus era il 2012 e ci siamo conosciuti nel corso di una protesta”, ha esordito Renzi, assediato da giornalisti, politici e operai dell’azienda.
“Da quel momento abbiamo preso degli impegni reciproci, abbiamo detto che la fabbrica sarebbe ripartita, nonostante tutto e nonostante tutti e oggi per me è stata un’emozione uscire dalla Stazione di Ariano Irpino e salire su un autobus per vedere com’era. Un autobus che è stato prodotto qui, di altissima qualità e che sicuramente avrà tanti "fratellini" che usciranno da questo stabilimento”, ha continuato Renzi.
Un esordio positivo e che lascia intravedere possibilità future per lo stabilimento, ma per riuscire a farcele bisogna saper incentivare la produzione nel proprio Paese ed agevolare le aziende del territorio e questo l'ex Premier lo ha spiegato bene: "Nei tre anni del Governo abbiamo investito molti soldi sul rinnovo del parco dei mezzi pubblici, però bisogna trovare un modo per premiare il Made in Italty, perché qua sono tutti europeisti nei valori, ma quando si tratta di difendere le aziende, gli altri Paesi se le difendono bene, come la Francia. Penso che dobbiamo farlo anche noi con molta forza e determinazione e quidi trovare quei meccanismi di difesa del Made in Italy anche nel vostro settore perché il Governo i soldi per il rinnovo del parco mezzi li ha messi".
Direttamente ricollegato al tema dei mezzi, è stato affrontato quello delle infrastrutture sul quale Renzi ha battuto molto: "Con i sindaci e i parlamentari abbiamo fatto il punto della situazione sulle infrastrutture. Nel 2014 con il decreto Sblocca Italia abbiamo sancito la nascita vera della Stazione Hirpinia che è ad un tiro di schioppo da qui ed è molto importante per le prospettive dell’area industriale, oltre che per il trasferimento vostro personale. Ho fatto 2200 chilometri in treno che mi hanno permesso di toccare con mano la situazione delle infrastrutture al Sud. C’è bisogno di lavorarci per avere infrastrutture di serie A anche nel Mezzogiorno e la Stazione Hirpinia va in questa direzione. Pensate anche alla Napoli-Bari e a quello che cambierà per la vita dell’Alta Velocità che rappresenta un collegamento con la direttrice per Milano, Torino e Venezia. L'Alta Velocità è di fatto una metropolitana di superficie del nostro Paese".
"I sindaci mi hanno fatto vedere anche il collegamento da Grottaminarda e da quest’area per la stazione Hirpinia. Costa un centinaio di milioni, ma mi hanno detto che paga De Luca. Adesso lo chiamo e gli dico ‘Ti ho lasciato un conto da pagare, vai tranquillo’", ha scherzato il segretario del Pd.
“In questo nostro viaggio l’obiettivo è non andare a toccare dei luoghi finti, organizzati, a fare comizi, ma toccare con mano realtà che hanno vissuto o stanno vivendo situazioni di crisi. Mi pare di poter dire che 5 anni fa avevamo preso degli impegni qui e qualcosa abbiamo fatto, ma io sono il primo a dire che c’è ancora tanto da fare; la mia presenza qui è il segno di un impegno che continua. Andiamo avanti insieme", ha dichiarato Renzi rivolgendosi agli operai presenti.
Come ci si poteva aspettare sono arrivate puntuali le critiche di qualcuno che ha urlato: "Renzi Hai fatto 2000 chilometri inutilmente. Cosa hai fatto qui per IIA". Una provocazione a cui l'ex premier ha risposto con la solita ironia: "Signora lei ha un’opinione diversa, me l’ha detto prima. Lei è per Silvio, io no e son punti di vista. Qui, però le è andata male perché le cose sono state fatte. Basta vedere la differenza tra chi parla per slogan e chi parla nei fatti: per tutti coloro che dicono 'che avete fatto in questi anni all’ex Irisbus?', ho un elenco di cose che abbiamo portato a casa; ma non è finita qui, c’è una sfida da vincere nei prossimi anni e se ci mettiamo a lavorare la vinceremo. In bocca al lupo”.
Al termine dell'incontro con Renzi, il manager di IIA si è concesso ai taccuini per esprimere la propria soddisfazione: “Renzi ha bussato alla porta di IIA e noi siamo stati ben lieti di riceverlo, soprattutto i nostri collaboratori che sono anni che stanno aspettando di ricevere qualcosa”. Per quanto riguarda le garanzie  date da Renzi durante una piccola riunione precedente, Del Rosso non si è spinto troppo oltre dicendo: “Se c’è qualcuno di cui ci possiamo fidare per le garanzie, è nostro Signore. Noi non siamo gente che andiamo ad elemosinare garanzie, noi parlavamo a nome, noi parlavamo a nome di un imprenditore o degli imprenditori che chiedono ai politici una vera linea industriale, la cui mancanza è stata poi la ragione dell’uscita di Irisbus da questa fabbrica. Noi non vogliamo promesse perché a fine mese non ganno uscire gli autobus e non pagano gli operai”.
Sulla voce riguardo ad una possibile società di capitali che vorrebbe subentrare nell’azienda per sostenerla, Del Rosso ha risposto: “Siamo ben lieti di ospitare all’interno della nostra struttura tutti coloro che combattono come noi ogni giorno per far diventare più grande questa azienda, quindi ogni persona, ente, politico che pensa realmente di fare il bene dei nostri uomini è ben accetto”.
Per quanto concerne la difesa del made in Italy, sottolineata anche da Renzi, l’idea di Del Rosso è stata chiara: “Nell’essere europeisti si salvaguarda il Made della propria nazione, insieme si diventa Europa. Ma se il concetto italiano è quello di essere europeisti e fare dell’Italia terra di conquista, i frutti li abbiamo visti quali sono. Proteggendo il proprio Made in Italy, si fa crescere la qualità; se cresce la qualità, cresce il confronto con l’Europa”.
“La fabbrica dopo 7 anni di chiusura, anche se con difficoltà ha consegnato 26 autobus che funzionano bene, nonostante ci sia qualche manager italiano che continua a dire che noi non siamo capaci a fare gli autobus come i tedeschi. Io ci sono stato 25 anni in Germania a fare autobus e vi dico che non è vero. La sfida sulla qualità noi la accettiamo, Flumeri è in grado di dare autobus di qualità, però ci stiamo battendo per avere programmi quinquennali per tenere in vita la fabbrica”, ha concluso il manager di IIA.

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