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Sanità, nuova tegola su maxiappalto Soresa: “Spreco di 10 milioni a danno della sanità campana”

Sanità, nuova tegola su maxiappalto Soresa: “Spreco di 10 milioni a danno della sanità campana”

Il pool mani pulite della Procura di Napoli, dopo perquisizioni e acquisizioni di atti dello scorso giugno, ha deciso di fare chiarezza sul maxiappalto assegnato dalla commissione di gara della Soresa per la informatizzazione delle ricette mediche. L’appalto riguarda l’affidamento del servizio di rilevazione e controllo dei dati della spesa farmaceutica delle Asl della regione Campania, invece di spendere 13 milioni di euro per coprire il servizio di rivelazione dei dati della spesa farmaceutica, ne sarebbero stati impiegati quasi 24 di milioni. Una maggiorazione di circa l’ottanta per cento che ha generato un danno di oltre dieci milioni di euro per le casse della disastrata sanità campana.
La Procura indaga per un’ipotesi di turbativa d’asta, ipotizzando un accordo illecito tra l’associazione temporanea tra imprese (ati) vincenti ed alcuni esponenti di vertice della Soresa. Sotto inchiesta finiscono quindi i vertici della Soresa, tra cui il direttore Francesco Tancredi e il presidente della commissione di gara Lucia Roncetti. A rendere critica la posizione di Tancredi ci sono le intercettazioni telefoniche ed ambientali raccolte a suo carico. Inoltre emergono anche segnalazioni di esponenti politici per favorire la promozione di un dirigente, ma anche le attività di un gruppo di imprese condotte in diverse regioni italiane, facendo ipotizzare che il sistema utilizzato dalla Ati fosse replicato anche fuori Regione seguendo lo stesso schema: avvicinare funzionari pubblici, esponenti della pubblica amministrazione, per ottenere il via libera ad appalti milionari.
La Soresa oramai è al centro della bufera da tempo. Non solo questa indagine sulla gara di quasi 24 milioni per la informatizzazione delle ricette mediche, ma anche accertamenti in corso sull’assegnazione ai privati della vendita dei kit antidiabetici e sull’acquisto dei macchinari per tac e risonanze magnetiche, su cui si è registrato, ad inizio mese, anche l’intervento dell’Antitrast che ha comminato sanzioni per più di 5 milioni a danno delle imprese vincitrici dell’appalto per intesa distorsiva della concorrenza.
Intanto il deficit della sanità resta incredibile. Il pesante indebitamento, 450 milioni per il 2009 e altri 250 per il 2010, resta un problema di soluzione sempre più difficile. Il prossimo sblocco, parziale, dei fondi accantonati dal Governo per la Campania, 300 milioni circa, non andrà a risolvere granché, mentre il piano di razionalizzazione della rete ospedaliera e territoriale promette esclusivamente di creare disparità ed ingiustizie tra zona costiera e zone interne della Campania. In questo quadro della sanità campana diventa amaro riflettere su quella che doveva essere la funzione principe della Soresa, ovvero agire per consolidare e risanare i conti del sistema sanitario, e quello che invece realmente ha realizzato.

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