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Solo 9 i consensi e 20 contrari: il consiglio boccia le linee programmatiche di Ciampi

Solo 9 i consensi e 20 contrari: il consiglio boccia le linee programmatiche di Ciampi

Alla fine dopo un lungo dibattito, il consiglio boccia le linee programmatiche del sindaco di Avellino Vincenzo Ciampi.A favore del primo cittadino 9 consiglieri ( il sindaco, 4 rappresentanti 5Stelle, Adriana Percopo,Ettore Iacovacci,Damiano Genovese e Sabino Morano). Contro hanno votato, 5 popolari, 6 Pd, 3 Davvero, 3 Mai Più , Gianluca Gaeta, Nadia Arace e Dino Preziosi. Astenuti, Ines Fruncillo, Lazzaro Iandolo e Stefano Luongo.

Un consiglio infuocato, durato sei ore con interventi durissimi come quello del consigliere Nicola Giordano che ha attaccato Ciampi sul " copia e incolla" dell'intero programma ripreso, a dire del rappresentante dei popolari, dal bilancio partecipato del comune di Avegno, da Torino per le politiche sociali, da Vieste per le attività produttive, da Terracina,etc. Giudizio negativo del capogruppo "Maipiu'" Luca Cipriano, " non daremo una seconda occasione al primo cittadino, perché ci hai preso in giro". Negativo il parere di Livio Petitto, " questo e' solo il registro delle favole", idem Nadia Arace che parla di " un tentativo cialtrone di allargare la maggioranza". Ciampi riesce ad incassare il sostegno dei due rappresentanti del centrodestra ( Genovese e Morano) con il distinguo di Forza Italia che si astiene all'ultimo minuto,  ma"sulle priorità saremo al fianco del sindaco". 
Enza Ambrosone, capogruppo dei democratici, sfida Ciampi sui punti " Azienda speciale Servizi Sociali, Bilancio e Pics. Su questi punti vi sfidiamo per i prossimi 45 giorni" . Ambrosone comunque invita il sindaco a dimettersi, " questa amministrazione e' al terminal,mai partita".
Luca Cipriano, e' pronto a recarsi dal notaio per sfiduciare Ciampi, mentre per Gianluca Festa," Ciampi e' stato già sacrificato sull'altare di una politica consumata a Roma. A giugno, la città di Avellino avrà un nuovo sindaco".
Il sindaco comunque non si dimette perché " voglio mantenere appesa ad un filo la speranza dei 13.500 voti di cittadini che mi hanno dato fiducia". Il primo cittadino e' intenzionato ad andare avanti perché " se questa non e' stata una sceneggiata, voi avete i numeri per sfiduciarmi o andare dal notaio. Non intendo ricevere lezioni dagli eredi delle passate amministrazioni...Quando si ereditano 70milioni di euro di debiti, che hanno ipotecato il futuro dei nostri figli, il discorso si chiude li. Noi non siamo mai stati presenti in quest'aula consiliare.."
Insomma continua la querelle al comune capoluogo: in due mesi e'stato realizzato ben poco tra polemiche, una crisi strisciante tra buoni e cattivi, e un comune che continua a dare una immagine per niente rassicurante circa il prossimo futuro.

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