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Taglio delle province: altro che Irpinia e Sannio insieme… solo Napoli!

Taglio delle province: altro che Irpinia e Sannio insieme… solo Napoli!

Iniziano a conoscersi i dettagli del maxi emendamento, alla vigilia della discussione in Parlamento, che la maggioranza presenterà in modifica della manovra ferragostana pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Dopo il vertice fiume tra il premier Silvio Berlusconi, Umberto Bossi, Giulio Tremonti, ministri e capigruppo parlamentari, arrivano novità sul taglio delle province. Non più basato sul numero di residenti ed estensione territoriale, ma un taglio lineare di tutte le province d’Italia. Già annunciata la strada che verrà percorsa per arrivare all’obiettivo: una riforma costituzionale; i dubbi sulla sua concreta realizzazione diventano quindi più che legittimi, dando l’impressione che la cancellazione delle province, e il dimezzamento dei parlamentari, siano dei “pagherò” rinviati ad un futuro non meglio precisato. Salvi anche i piccoli comuni.
Sulla pressione del dogma dei saldi della manovra da rispettare, ed equilibri politici da preservare, il compromesso raggiunto non poteva che essere al ribasso e celare ombre sulla reale consistenza della stessa manovra. In questa prospettiva va inserita la scelta di tagliare le province, ma senza fretta. Innanzitutto da questa sera la Provincia di Benevento è salva. Tutti i politici sanniti, a partire da Mastella, insieme ai teorici delle province unite possono tirare un sospiro di sollievo e di riposo. Stato d’animo da condividere con i sindaci dei piccoli comuni sotto i mille abitanti. Anche loro sopravvissuti al taglio. In Irpinia continueranno, quindi, ad esistere i comuni di Cairano, Cassano Irpino, Chianche, Greci, Monteverde, Montaguto, Perolise, Petruro Irpino, Rocca San Felice, Sant’Angelo all’Esca, Sant’Angelo a Scala, Salza Irpina, San Nicola Baronia, Senerchia, Sorbo Serpico, Tufo, Torrioni e Villamaina. Per loro solo l'obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dall'anno 2013 nonché il mantenimento dei consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennità o gettone alcuno per i loro membri.
Ovviamente lo stravolgimento di oggi pomeriggio, con eliminazione del contributo di solidarietà, ritocco alle pensioni e nuove misure fiscali finalizzate a eliminare l'abuso di intestazioni tra le altre novità, dimostra che tutto può cambiare, anche se pare difficile che possa essere stravolto questo compromesso raggiunto con tanta fatica e sacrifici politici.

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