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Terremoto e prevenzione, Zamberletti: "Qui grande ricostruzione, ma serve una nuova programmazione"

 Terremoto e prevenzione, Zamberletti:

Presso  l'ex Carcere Borbonico di Avellino si è tenuto un incontro per discutere ancora una volta di terremoto e prevenzione. A 37 anni di distanza dal tragico sisma del 1980 che devastò l'Irpinia si continua a parlare dell'importanza di fare prevenzione per mitigare il quanto più possibile i danni, ma soprattutto si cerca ancora di scrollarsi  la cattiva reputazione che è stata assegnata a queste terre riguardo la ricostruzione post-sisma.
A discuterne  intorno allo stesso tavolo moderato da Generoso Picone  alcune delle personalità protagoniste di quei tragici momenti o dell'immediato periodo successivo. Primo tra tutti Giuseppe Zamberletti, padre della Protezione Civile che nacque proprio con il terremoto dell'Irpinia e l'ex procuratore nazionale antimafia Franco Roberti.
Presenti anche Giuseppe Gargani, il vice governatore della Regione Campania Fulvio Bonavitacola e il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli che ha sottolineato il fatto che con il terremoto dell'80 nacque la protezione civile definendola "una grande invenzione". In sala sindaci e amministratori dell'epoca, l'ex senatore Enzo De Luca, il sindaco di Montemarano Beniamino Palmieri. Sono intervenuti Paolo Foti e Rosanna Repole che hanno evidenziato il ruolo e l'importanza di Zamberletti il padre della Protezione Civille  e la gestione dell'emergenza attraverso la garanzia della legalità e della giustizia attraverso l'impegno di magistrati valorosi come Franco Roberti.
A sottolineare l'importanza della prevenzione e a rendere giustizia su quello che è realmente accaduto in Irpinia durante e dopo il sisma è stato proprio Zamberletti che ha subito messo in chiaro una cosa: "Innanzitutto è il caso di fare giustizia sul luogo comune per cui la gestione del terremoto è stata di livello inferiore a quella del Friuli. Li ho gestiti entrambi e non è vero. Qui, soprattutto grazie ai sindaci, abbiamo ottenuto risultati significativi. E’ questa la vera strada. Se c’è una politica seria di programmazione, la speculazione è scongiurata a tutte le latitudini".
E' stato proprio Franco Roberti a spiegare quelli che sono stati i risvolti negativi della ricostruzione e che inevitabilmente si verificano ogni qualvolta ci sono cifre enormi di denaro da gestire, ma soprattutto a far capire che con il terremoto dell'80 sono venute fuori tante verità che in un certo senso si ignoravano riguardo proprio le costruzioni edilizie: "Emerse la grande speculazione edilizia negli anni precedenti al sisma, ad opera del clan Nuvoletta di Marano, gli omessi controlli e le inchieste napoletane sulla ricostruzione. Emerse, dunque, che il controllo della criminalità organizzata era quasi sistematico".
A sfatare i falsi miti costruitisi intorno alla ricostruzione post sisma ci hanno pensato anche Giuseppe Gargani e Fulvio Bonavitacola secondo i quali la speculazione ai livelli più abietti e la presenza così forte della malavita hanno riguardato soprattutto l'area di Napoli.
"Lavorammo per lo sviluppo e ne uscimmo bene. Abbiamo creato condizioni che prima non esistevano. Basta con questa bugia storica", ha commentato Gargani, seguito a ruota da Bonavitacola che ha invitato ad una riflessione più distaccata e veritiera: "L’Irpinia è stata ingiustamente coinvolta in tutto questo. Fu il vero e proprio capro espiatorio di una vicenda molto più ampia. Ora basta".
Temi ancora attuali, nonostante siano passati 37 anni e che permettono di riflettere meglio su una tragedia che bisogna scongiurare ad ogni modo.

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