Politica
In questo modo, quel Popolo ha fondato il Partito Democratico, vincolandolo con un voto spontaneo e responsabile ad un principio che indissolubilmente si lega ad un metodo, sintetizzati in maniera esemplare dall’articolo 49 della Costituzione: «Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale». Poche pregnanti parole, che nel 2007 come nel 1948, ma mai come oggi, rappresentano l’imperativo morale di una Repubblica Parlamentare quale è la
Date le premesse, il Partito Democratico non può essere che questo, pertanto.
Tanti interrogativi, che riportano alla vera domanda: in pochi mesi è stato snaturato il progetto, fino a rovesciarlo nel modello politico opposto? Una piramide stretta autoreferenziale al posto di gruppi dirigenti eletti dai
Deriva da qui la preoccupazione che personalmente, con tanti altri ad Avellino e in Irpinia, in Campania e nel Paese, nutro e nutriamo per le sorti dell’attuale Partito Democratico, a diciotto anni dalla fondazione. Forse non è troppo tardi per salvare la missione del nostro Partito in Italia. Dal 2007 molto è cambiato sulla scena nazionale e internazionale, certo, ma immutata è rimasta la domanda di partecipazione che viene dalle città, dalle
È una domanda ignorata da tutta la politica odierna. Lo dimostra un fortissimo astensionismo che ha raggiunto livelli quasi incompatibili con la tenuta del sistema democratico, in particolare nell’ultimo quinquennio. Ma se a Destra si tenta di nascondere la polvere sotto il tappeto, con la proposta incardinata in questi giorni di abbassare al 40% il quorum per l’elezione al primo turno dei sindaci, il Partito Democratico non ha saputo fronteggiare un
Il rischio di un drammatico distacco dei cittadini dalle istituzioni è un virus (allora dormiente, oggi evidente) che la Democrazia Cristiana con Aldo Moro isolò nella società italiana fin dagli albori della Guerra Fredda, dopo aver
Come i cattolici e i laici riformisti chiedono a gran voce, la politica deve tornare tra la gente. Bisogna riaprire le porte e le finestre del Partito Democratico ai cittadini veri, non a numeri astratti calcolati dai computer, iniziando da un atto di umiltà.
Dal cuore delle aree interne della Campania, in quella provincia di Avellino che, con dirigenti politici del livello di Ciriaco De Mita, si è misurata al fianco di Aldo Moro sul terreno delle riforme istituzionali, si osserva un partito in agonia, espropriato ai suoi iscritti, che non possono eleggere il segretario provinciale ad
Enzo De Luca e l'attuale momento critico del PD con la difesa del buon governo del Presidente della Regione

Riceviamo e pubblichiamo dall'ex senatore Enzo De Luca, il seguente comunicato riguardante lo stato del Partito Democratico: